Mulholland drive

Andare in basso

Mulholland drive Empty Mulholland drive

Messaggio  Aliainnero il Ven Feb 17, 2012 4:56 pm

Titolo originale: Mulholland Dr.
Paese: USA, Francia
Anno: 2001
Durata: 146 min
Genere: thriller, drammatico
Regia: David Lynch
Soggetto e sceneggiatura: David Lynch
Casa di produzione: Les Films Alain Sarde, Asymmetrical Productions, StudioCanal, The Picture Factory
Fotografia: Peter Deming
Montaggio: Mary Sweeney
Effetti speciali: Philip Bartko
Musiche: Angelo Badalamenti
Interpreti: Naomi Watts, Laura Harring, Justin Theroux, Ann Miller, Angelo Badalamenti

La struttura di questo film può essere suddivisa in tre parti, metaforicamente si potrebbe dire corrispondenti alla suddivisione freudiana (Io, Es e superIo). Per capire a pieno (e non è semplice) il senso dell'insieme, bisogna però arrivare fino in fondo alla visione e ricostruire a ritroso i percorsi. La prima parte ci racconta la storia di una donna che sta per essere uccisa su Mulholand drive dentro a una limousine, ma che viene magicamente risparmiata da un tremendo incidente automobilistico. A causa dell'urto la donna perde la memoria e vaga per le colline di Hollywood fino a trovare rifugio in un appartamento lasciato vuoto da una signora che sta partendo. Nello stesso appartamento arriva dall'Ontario anche Betty, venuta a Los Angeles dalla zia Ruth (che le lascia usare casa sua mentre è via per lavoro) per tentare la fortuna nel cinema. La giovane viene affascinata dalla donna senza nome che dice di chiamarsi Rita, prendendo lo spunto da un poster di Rita Hayworth, e decide di aiutarla a risolvere il mistero di ciò che le è accaduto e della sua identità. A posteriori si intuisce che questa parte è un sogno/fantasia di Betty, che non si chiama Betty ma Diane, che cerca di razionalizzare gli eventi successi per spostare la responsabilità dell'accaduto lontano da se stessa. All'interno della storia ci sono varie sottostorie che si intrecciano, un esilarante sipario del killer imbranato, la mafia che vuole controllare la realizzazione di un film imponendo l'attrice principale (l'incubo di ogni regista, qualcuno che ti dice: "Questo non è più il tuo film", come accade ad Adam, altro protagonista). Quando le due donne riescono a risalire alla casa che dovrebbe essere ipoteticamente quella di Rita, ma che in realtà è di Diane, trovano il cadavere di una donna morta sul letto, che non è altro che la loro fusione. Qui comincia la seconda parte, dove l'illusione inizia a smontarsi, in cui maturano la consapevolezza che Rita sia invischiata in qualche affare losco, dopo aver ritrovato il cadavere e molti soldi nella sua borsetta e cercano di farle cambiare aspetto facendola assomigliare sempre più a Betty. Questa loro sovrapposizione fa sì che possano consumare il loro amore fisicamente e al loro risveglio si recano, per un improvviso ricordo di Rita, in un oscuro locale underground, il Club Silencio, dove assistiamo allo smascheramento della fantasia. Il mago dello spettacolo svela che stiamo assistendo a un'illusione (che cosa è in fondo il cinema?) quando dice: "No hay banda! Non c'è una banda, la sentiamo ma è tutto registrato" e l'esibizione di Rebekah Del Rio che canta Llorando (piangendo) è pure quella un playback, e il suo accasciarsi al suolo non è altro che il segno che tutto ciò che abbiamo visto fino a ora è tutta una costruzione mentale che sta crollando. Betty apre la sua borsa e trova una misteriosa scatola blu, la cui serratura corrisponde alla chiave blu trovata nella borsa di Rita con i soldi. Le due donne tornano a casa per aprirla e qui inizia la disintegrazione del sogno. Una sequenza di transizione ci guida verso la terza parte, in cui sentiamo bussare insistentemente alla porta della casa di Diane, la quale si sveglia e ci porta nella realtà. Ecco che veniamo a conoscenza della vera storia di Diane, della vera natura del rapporto tra lei e Camilla/Rita, del suo desiderio di vendetta, del suo complotto per ucciderla. A questo punto Camilla è già morta, Diane ha assoldato un killer per farlo e ne è testimone la chiave blu sul tavolino della sua sala ("a cose fatte troverai la chiave" le aveva detto). Diane, venuta a Hollywood per sfondare nel cinema come la Betty del suo sogno, in realtà si è vista portare via la parte in un film da Camilla e da allora vive di luce riflessa, accettando piccole parti nei film girati dall'amica/amante che non esita a tradirla con altre donne fino ad annunciare durante una festa il suo matrimonio con il regista Adam. Ma Diane non riesce a sostenere il senso di colpa e per il suo crollo psicologico si uccide.
Come non vedere in questo film una critica al potere distruttivo di Hollywood?
Bellissima la scena del mafioso interpretato da Angelo Badalamenti, che è il musicista collaboratore di Lynch in tutte le sue colonne sonore da Blue velvet in poi, dove il regista commuta nel personaggio la sua ossessione per il caffè, tanto da aver creato dopo molte degustazioni di miscele una sua miscela chiamata Signature Cup.

_________________
parola d'ordine: destrutturazione What a Face
Fra l'idea e la realtà, fra il gesto e l'atto, cade l'ombra. (T.S.Eliot)
Aliainnero
Aliainnero
moderatore globale
moderatore globale

Messaggi : 291
Punti : 940
Data d'iscrizione : 06.08.11
Età : 57
Località : Imola

http://mynona.iobloggo.com

Torna in alto Andare in basso

Torna in alto

- Argomenti simili

 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum