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Alien³

Dom Lug 01, 2012 12:19 pm Da Aliainnero

Titolo originale: Alien³
Paese: USA
Anno: 1992
Durata: 114 min, 145 min …

Commenti: 1

ritorno al futuro

Gio Giu 28, 2012 3:01 pm Da kristianopedia

Titolo originale Back to the Future
Lingua originale inglese
Paese Stati …

Commenti: 1

Hanna

Mer Mag 09, 2012 5:15 pm Da Aliainnero

Titolo originale: Hanna
Lingua originale: inglese
Paese: USA, UK, Germania


Commenti: 0

Aliens - Scontro finale

Ven Mag 04, 2012 4:29 pm Da Aliainnero

Titolo originale: Aliens
Paese: USA
Anno: 1986
Durata: 137 min. - 154 min. …

Commenti: 2

Grazie, signora Thatcher

Ven Ago 26, 2011 9:08 am Da kristianopedia

Titolo originale Brassed Off
Paese Regno Unito
Anno 1996
Durata 105 min


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Alien³

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Alien³

Messaggio  Aliainnero il Dom Lug 01, 2012 12:19 pm

Titolo originale: Alien³
Paese: USA
Anno: 1992
Durata: 114 min, 145 min (edizione speciale)
Genere: Drammatico, Horror, Fantascienza
Regia: David Fincher
Soggetto: Dan O'Bannon, Ronald Shusett
Sceneggiatura: David Giler, Walter Hill
Fotografia: Alex Thomson
Montaggio: Terry Rawlings, David Crowther (Special Assembly Cut Edition 2003)
Effetti speciali: Richard Edlund, George Gibbs, Alec Gillis, Tom Woodruff
Musiche: Elliot Goldenthal
Scenografia: Belinda Edwards
Interpreti: Sigourney Weaver, Charles S. Dutton, Charles Dance, Paul McGann, Brian Glover, Ralph Brown, Daniel Webb, Christopher John Fields, Holt McCallany, Lance Henriksen

La Fox, visto il successo dei primi due film della saga di Alien, aveva già in mente di farne un terzo che proseguisse la storia e il produttore David Giler, insieme a Walter Hill, pensava a un'ambientazione chiusa, sinistra, una specie di Alcatraz spaziale. Passarono in rassegna molti sceneggiatori, Eric Red, David Gibson, David Twohy, uscirono varie idee, come quella di fare una specie di prequel ambientato sul pianeta originario degli Alien dove si spiegasse meglio la storia della loro razza, oppure l'arrivo degli stessi sulla Terra, ipotizzando anche che il personaggio di Ripley non fosse più necessario. Perchè non sviluppare un'eroe maschile, per esempio? Oppure perchè non seguire l'idea di Cameron di far tornare sulla Terra Ripley, Hicks e Newt come una famiglia? La Fox non sapeva decidersi, tutte queste idee vennero scartate. Dopo un anno di lavoro, fu contattato lo story writer neozelandese Vincent Ward, che si era fatto notare per Navigator, che lesse quello che era stato scritto fino a quel momento e lo trovò banale. Ci voleva, secondo lui, un'idea nuova che si potesse innestare nella storia di Ripley continuando la saga ma rendendola diversa dai primi due capitoli, si incontrò anche con Sigourney Weaver per discutere della caratterizzazione del personaggio; ma la sua sceneggiatura era troppo costosa da realizzare e la Fox aveva problemi di budget. La realizzazione del film doveva partire comunque, negli studi Pinewood di Londra Norman Reynolds aveva già iniziato a realizzare il set dall'idea di Ward, un pianeta di legno che vagava nello spazio dove c'era una colonia di monaci. La casa di produzione iniziò a dubitare di molte cose: perchè non trasformare i monaci in detenuti e il pianeta di legno in una colonia mineraria? Chiesero allo sceneggiatore una serie di modifiche che erano in fondo veri e propri ordini, tanto che Ward decise di lasciare tutto. Pur essendo la sceneggiatura ancora in alto mare, la Fox decise di chiamare alla regia un giovane di talento, David Fincher, che lavorava in pubblicità e video musicali, ma che aveva alle spalle esperienza negli effetti speciali. Prendere in mano una storia che è stata demolita per farla rinascere, girare un film con la sceneggiatura in progress che veniva scritta mentre si girava, sono cose che necessitano di un grande talento, specialmente se si è al primo lungometraggio della propria carriera. Incontrando la Weaver, lei gli chiese come si immaginasse Ripley nel nuovo film e Fincher rispose:
"Non so, pelata?". Alla Weaver piacque l'idea e disse: "Bene, diamogli un senso".
Nacque così il lugubre carcere meccanizzato in rovina, con i detenuti con i crani rasati e i codici a barre sullo scalpo. A novembre 1991 iniziarono le riprese a Londra. Per la parte del dottor Clemens Fincher voleva Richard E.Grant, ma la Fox scelse Charles Dance. Per la nuova creatura dell'alien intanto era stato di nuovo contattato Giger: si voleva una specie di puma sensuale. Il disegnatore svizzero ci lavorò per un mese, creando un alien più elegante, veloce, con lame tra le dita, gambe più lunghe e labbra sensuali, una spada come lingua, fece una marea di disegni e li spedì da Zurigo a Londra via fax, costruendo anche un modellino tridimensionale. Fu un inverno molto gelido e la lavorazione fu lunga e difficile, i set erano freddi e la gente si ammalava di continuo. Il direttore della fotografia Jordan Cronenweth, famoso per aver realizzato Blade Runner, era molto bravo e pieno di idee originali sull'uso della luce, ma era affetto dal morbo di Parkinson e dopo poco dovettero sostituirlo per motivi di salute con Alex Thomson, che aveva al suo attivo film come Excalibur e L'anno del dragone. Essendoci molte scene di inseguimenti in corridoi stretti, fu necessario l'uso di una steadycam al posto del dolly, con una macchina da presa che montava una lente anamorfica per comprimere l'immagine. La realizzazione degli effetti speciali era molto impegnativa. Molte scene, tra l'altro molto belle, vennero tagliate. Tutta la parte iniziale, dal ritrovamento della capsula caduta alla scena del bue morto con l'uscita del "bambibuster" dalle sue interiora si possono vedere solo nella versione dell'edizione speciale uscita nel 2003 con il cofanetto Alien Quadrilogy. La creatura viene quasi partorita con un vero sacco embrionale, quasi a denotare che ci sia stata una contaminazione genetica e infatti l'aspetto dell'alien è molto simile a quello di un vitellino appena nato, con le gambe lunghe e sottili. Inizialmente per girare la scena fu utilizzato un cane, un levriero con un costume da alien, ma poi venne rifatta in modo diverso usando un modellino guidato da vari burattinai. E comunque nella versione originale il primo alien esce da un rotweiler. Furono costruiti degli alien in gomma 1:3, i set vennero ripresi per intero e poi ridotti di un terzo per poterci mettere i mostri in motion in compositing su schermo blu. Per girare la parte del ricollegamento di Bishop fu utilizzata la tecnologia animatronica. Molte scene del pianeta Fury 161 all'esterno furono dipinte, mentre il set della fonderia necessitava di profondità e quindi fu creato in prospettiva forzata in cartone e in gommapiuma perchè la produzione aveva finito i soldi. David Fincher girava lentamente, con pressioni a non finire, finirono di girare ma il film non era finito. La produzione decise di lasciare Londra e portare tutto a Los Angeles. Finito il premontaggio il film durava più di 3 ore. Fecero alcune proiezioni test e decisero di tagliare le scene più crude come l'autopsia di Newt, la scena del bue, altre furono ridotte, come la scena del cane. La nuova versione però non era convincente e decisero di girare altre scene per integrare alcuni passaggi, solo che nel frattempo i capelli della Weaver erano riscresciuti e lei non aveva intenzione di rasarsi di nuovo, quindi furono costretti a creare una calotta in lattice. Anche il finale era molto discusso. La scena di Ripley che si butta nel fuoco fu aggiunta all'ultimo minuto. Alla fine tagliarono più di mezz'ora di pellicola e Fincher era molto deluso, sentiva che gli avevano portato via il film togliendo la spiritualità del significato e quando uscì non era come doveva essere. I buoi che trascinano la navetta schiantata, le condizioni precarie in cui lavorano i carcerati all'esterno della colonia, definivano subito l'ambientazione e tagliare quelle scene importanti portava a una lacuna basilare. Anche la parte della cattura dell'alien a metà film, in qualche modo dava un senso più potente al plot, perché si sapeva che l'alien sarebbe scappato ma non quando e come, lasciando la suspence alta e la liberazione da parte di Golic che lo vede come l'angelo della morte coronava il tutto. Le sfumature omoerotiche della sceneggiatura di Ward , una donna che irrompe in una comunità di uomini divisi tra Dio e le fantasie erotiche rivolte ai propri simili, rimasero solo latenti perché se fossero state esplicitate potevano essere fastidiose per il mercato. Il tono che il regista voleva dare al tutto era in anticipo sui tempi, poi con Seven potè emergere di più. Anche la colonna sonora fu curatissima, la musica era in fondo anche il sonoro del film, qualcosa di essenziale che Elliot Goldenthal concepì con metafore precise legate allo script. Essendo il 70% del film composto da inseguimenti, cambiare per non annoiare era importante. Fincher inoltre incoraggiava la sperimentazione e non era invadente con i suoi collaboratori. Le urla dell'alien erano mixaggi tra urla di maiali e oche che starnazzano manipolati elettronicamente. Il film negli USA andò così così, mentre in Europa e sul mercato asiatico molto meglio. Sostanzialmente stiamo parlando di un grande film andato perduto, dove emerge il tormento della lavorazione, gli interessi che dominano la creatività.


Ultima modifica di Aliainnero il Mer Lug 04, 2012 8:34 am, modificato 1 volta

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Re: Alien³

Messaggio  odisseakubrick il Lun Lug 02, 2012 3:21 pm

un capolavoro non c'è da aggiungere nient'altro. Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy
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