I ponti di Madison County

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Messaggio  Prof Keating il Lun Nov 07, 2011 3:35 pm

I ponti di Madison County

Titolo originale The Bridges of Madison County
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1995
Durata 135 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto1,85:1
Genere drammatico, sentimentale
Regia Clint Eastwood
Soggetto Robert James Waller
Sceneggiatura ichard LaGravenese
Produttore Clint Eastwood, Kathleen Kennedy
Casa di produzione Warner Bros. Pictures
Fotografia Jack N. Green
Montaggio Joel Cox
Effetti speciali Steve Riley
Musiche Lennie Niehaus, AA. VV.
Scenografia Jeannine Claudia Oppewall

Interpreti e personaggi

• Clint Eastwood: Robert Kincaid
• Meryl Streep: Francesca Johnson
• Annie Corley: Caroline Johnson
• Victor Slezak: Michael Johnson
• Jim Haynie: Richard Johnson
• Phyllis Lyons: Betty
• Debra Monk: Madge
• Michelle Benes: Lucy Redfield
• Richard Lage: Avvocato Peterson

Doppiatori italiani

• Michele Kalamera: Clint Eastwood
• Maria Pia Di Meo: Meryl Streep


I ponti di Madison County (The Bridges of Madison County) è un film del 1995 diretto ed interpretato da Clint Eastwood, tratto dall'omonimo romanzo di Robert James Waller.

Fonte : Wikiperdia

Nell'Iowa del 1965, un fotografo in cerca di ponti coperti da fotografare per il National Geographic incontra Francesca, casalinga di origine italiana non più giovane che si gode qualche giorno di libertà, avendo marito e figli lontani. Tra i due scocca la scintilla dell'amore destinato a durare 4 giorni. La loro storia sarà scoperta anni dopo dai figli, attraverso gli appassionati diari della madre. Ispirato al romanzo (1992) di Robert James Waller, adattato dal talentoso Richard LaGravenese, è il 18° film di C. Eastwood regista che ha saputo dirigere sé stesso e la strepitosa M. Streep con una sensibilità, una leggerezza profonda e una verosimiglianza ineguagliabili: i personaggi, due “normali” persone di mezza età, acquistano progressivamente spessore ed “eccezionalità” in un contesto di tranquilla quotidianità sottolineata dalla opaca fotografia di Jack Green e dalle canzoni di Johnny Hartman. È l'unico film in cui Eastwood assume il punto di vista della donna. Uno dei più struggenti film d'amore degli anni '90, imperniato, come sempre, su una impossibilità. Un'altra conferma del classicismo di un regista che qui affronta di petto il genere, attraversandolo controcorrente.
Smile Smile Smile Smile
Fonte : Il Morandini, 2011

°°°°°°

Ho voluto leggere il libro dopo aver visto più volte il film , devo dire che il romanzo è piuttosto deludente , nonostante il successo di pubblico, le vendite, e le traduzioni in svariate lingue. Il film lo ritengo buono – e in questo senso si è espressa sostanzialmente la critica – perché riesce a descrivere una storia d’amore senza cadere nella melensaggine che è sempre in agguato. Merito della regia e degli attori ( Clint Eastwood e Meryl Streep , come sempre bravissimi ) , ai quali aggiungerei , almeno per l’edizione italiana l’ottimo doppiaggio di Michele Kalamera e Maria Pia Di Meo ( ah, questi doppiatori sempre dimenticati ….)
E quello che sostengo è condiviso anche dalla stessa Meryl Streep e dal The New Yorker
“ Leggo che Meryl Streep, protagonista con Clint Eastwood della versione cinematografica, avrebbe definito I ponti di Madison County di Robert James Waller (Frassinelli) «un crimine contro la letteratura». Dello stesso parere è Anthony Lane che sul «The New Yorker» lo qualifica «il peggior libro a memoria d’uomo». Eppure dopo tre anni lo smilzo romanzetto strappalacrime è ancora sulla lista dei best-seller “.
( Tullio Kezich ‘Il Corriere della Sera’, 28 settembre 1995)

E allora questo è un esempio di come si possa fare un buon film da un romanzo mediocre.







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Messaggio  Aliainnero il Lun Nov 07, 2011 3:43 pm

Probabilmente è una questione di sensibilità. C'è chi riesce a cogliere il meglio dal peggio e viceversa. In questo caso Clint Eastwood ha colto la parte meno melensa della vena sentimentale del romanzo, concentrandosi anche sui rapporti familiari. A me, più che la storia d'amore in sè o la scelta fatta dalla protagonista, è piaciuta la parte, pur minima, incentrata sui figli e sulla loro reazione alla scoperta della "doppia vita" della madre. Spesso capita così, che i figli si rendano conto solo troppo tardi che i loro genitori sono anche uomini o donne e non solo padri e madri.

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