L'arrivo di Wang

Andare in basso

L'arrivo di Wang Empty L'arrivo di Wang

Messaggio  Aliainnero il Gio Lug 26, 2012 1:32 pm

Titolo originale: L'arrivo di Wang
Lingua originale: italiano
Paese: Italia
Anno: 2011
Durata: 80 min
Genere: fantascienza
Regia: Manetti Bros.
Soggetto, sceneggiatura e produzione: Antonio Manetti, Marco Manetti
Produttore esecutivo: Laura Contarino
Casa di produzione: Manetti bros. Film
Fotografia: Alessandro Chiodo
Montaggio: Federico Maneschi
Effetti speciali: Roberto Ricci
Musiche: Aldo De Scalzi, Pivio
Scenografia: Noemi Marchica
Interpreti: Ennio Fantastichini, Francesca Cuttica, Juliet Esey Joseph, Antonello Morroni, Max Li Yong, Jader Giraldi, Rodolfo Baldini, Furio Ferrari, Angelo Nicotra, Massimo Triggiani

Girato a Roma a low budget e presentato in competizione al festival di Venezia 2011 con un buon successo di pubblico in Controcampo italiano (si vocifera di sei minuti di applausi in sala alla premiere), questo film autarchico tenta ciò che pochi hanno tentato negli ultimi decenni, cioè girare un film italiano di fantascienza, con risultati non eclatanti ma discreti. Ritroviamo la giovane attrice Francesca Cuttica (vista anche in Paura 3D) che interpreta Gaia, una traduttrice di lingua cinese che viene ingaggiata in maniera alquanto inquietante da un fantomatico agente segreto, interpretato da Ennio Fantastichini, per fare da interprete a un personaggio tenuto nascosto alla sua vista per tutelare un qualche segreto di stato: il signor Wang. Dopo qualche riluttanza, l'interrogatorio procede e prende una piega diversa, spiazzando la ragazza che, a un certo punto, esige di vedere la persona che ha di fronte. E qui si scopre (anche se era prevedibile visto il genere della pellicola) che il signor Wang è un alieno venuto sulla terra (così dice lui) con intenti di pace e che parla solo il cinese, scelta in quanto la lingua più parlata del pianeta (anche se non si capisce per quale motivo abbia deciso di atterrare a Roma). Chiaramente l'apparenza inganna, i potenziali buoni forse non lo sono, i cattivi apparenti forse lo sono per motivi sensati, colei che crede di aver capito tutto in realtà non ha capito niente. Pur essendo il finale prevedibile nella logica di un SF cattivo, le ingenuità di sceneggiatura spuntano qua e là, ci sono alcune parti eccessivamente tenute per le lunghe, probabilmente dovute al fatto che in origine il film era un cortometraggio, come hanno dichiarato gli stessi registi: "Volevamo lavorare con Simone Silvestri, un mago degli effetti speciali digitali, e con la sua società Palantir. In origine Wang doveva essere un cortometraggio, poi io e Antonio ci siamo detti che potevamo provare a raccontare una storia più corposa, e così è diventato un lungo". E' comunque qualcosa di positivo in un panorama del cinema nostrano abbastanza standardizzato, che tratta in qualche modo il tema del diverso in maniera ironica.

_________________
parola d'ordine: destrutturazione What a Face
Fra l'idea e la realtà, fra il gesto e l'atto, cade l'ombra. (T.S.Eliot)
Aliainnero
Aliainnero
moderatore globale
moderatore globale

Messaggi : 291
Punti : 940
Data d'iscrizione : 06.08.11
Età : 57
Località : Imola

http://mynona.iobloggo.com

Torna in alto Andare in basso

Torna in alto

- Argomenti simili

 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum