I guardiani della notte

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Messaggio  Aliainnero il Sab Set 24, 2011 8:59 pm

TITOLO: I guardiani della notte (Ночной дозор, Nochnoy dozor)
PAESE Russia
Anno 2004
Durata 115 min
Genere fantasy
Regia Timur Bekmambetov
Soggetto dal romanzo di Sergej Luk'janenko
Sceneggiatura Timur Bekmambetov, Laeta Kalogridis (per l'adattamento inglese) Sergej Luk'janenko,Timur Bekmambetov (sceneggiatura originale)
Produttore Konstantin Ernst, Anatoli Maksimov
Musiche Yuri Poteyenko
Interpreti: Konstantin Khabensky, Mariya Poroshina, Vladimir Menshov, Galina Tyunina, Viktor Verzhbitsky, Dmitry Martynov

Tratto dal primo di una trilogia di romanzi fantasy dello scrittore Sergej Lukyanenko, nato in Kazachistan nel 1968, questo film è un po’ uno spartiacque nella cinematografia russa. Nonostante il budget ridotto (si dice meno di 2 milioni di dollari) l’aspetto estetico è di grande impatto, molte scene sono elaborate in Computer Graphic e questa è stata una novità in un paese dove gli effetti speciali non sono mai stati considerati particolarmente importanti. Il montaggio e un certo uso della telecamera rimandano alla matrice videoclip del regista Timur Bekmambertov, una scoperta del “vecchio” Roger Corman che ha percepito il suo talento visionario e con il quale aveva già prodotto il suo secondo film (The Arena) nel 2000. La Fox ha poi acquistato i diritti degli altri due romanzi, “I guardiani del giorno” e “I guardiani del crepuscolo”.
E’ stato scelto per rappresentare la Russia nella notte degli Oscar 2005 dopo essere stato presentato in vari Festival del Cinema Internazionali come quello di Berlino, quello del Fantastico di Bruxelles e al Ravenna Nightmare.

Il film ha qualche difetto di stile, a volte si perde in digressioni, a volte la sceneggiatura appare un po’ confusa, ma siamo di fronte al primo capitolo di una trilogia. Il capo dei Cattivi che studia la scena finale molte volte alla Play Station basta a risollevarlo. In conclusione: da vedere per gli amanti del genere. Ci sono molte diversità dal libro, ma la vicenda è complessa. La storia è sospesa nel tempo: c’è qualche rimando a Matrix, Blade e Underworld, senza contare il cameo tratto da “Buffy l’ammazzavampiri”, ma il tutto viene elaborato in maniera diversa. Non più la distinzione netta tra Bene e Male, ma una sorta di contaminazione tra i due: i cosiddetti “ buoni “ devono bere sangue per poter cacciare e certi “ cattivi” (i vampiri per esempio) vedono rovesciata l’antica leggenda degli specchi, che diventano l’unico modo per trovarli. I “cattivi” devono chiedere ai “ buoni” la licenza per esercitare il male e attenersi a regole precise se non vogliono essere puniti, quindi in qualche modo il Bene legittima il Male finché non decide altrimenti. C’è qualcosa di politico in questo che ricorda la confusione ideologica post-comunista….

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